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Medieval 2 total war

16 Agosto, 2007

Le vicende narrate partono dal 1087 ed arrivano al 1530, coprendo quasi quattrocento anni di sanguinosa storia, caratterizzata dalle crociate e da tutte le lotte per il potere che si erano sviluppate e consumate, tramite conflitti del calibro della Guerra dei Cent’anni.
La scelta della fazione sarà la prima, decisiva volta in cui sarete chiamati a prendere una decisione. Le forze in campo sono ventuno di cui diciassette utilizzabili, non vorrete mica guidare il Vaticano, e vanno dalle potenze europee come Inghilterra e Francia alle medio orientali Egitto ed alle sud americane Maya, tanto per citarne alcune. Ciascuna di esse avrà determinate caratteristiche, se quindi i soldati della Regina possono contare su una potenza navale ed un’artiglieria irraggiungibili, gli Aztechi avranno dalla loro una fisicità ed una spinta morale considerevoli.

SITO UFFICILAE

Dedichiamoci all’arte della guerra adesso. Il punto focale di questo titolo è raccolto nelle battaglie.
Nelle città e nei castelli si addestrano le unità e poi le si mandano in giro per il mondo a bere dal calice della vittoria. Perché specifico sempre e città ed i castelli? Perché potremmo irreversibilmente decidere che tipo di insediamento creare nello stesso modo in cui si costruiscono gli edifici. Nel caso della città avremo un’insediamento orientato più al commercio mentre nel caso del castello più verso la guerra, tali insediamenti presentano fisionomie differenti, mentre la città è protetta da una cinta muraria nella quale sarà opzionale o far impiantare torri armate di baliste e in seguito di cannoni, il tutto esteso principalmente in pianura, il castello è arroccato su se stesso e presenta diverse cinte murarie con altrettante torri che richiedono un impiego maggiore d’ artiglieria per farsi breccia nel cuore nemico.
Le unità, come in molti altri titoli, si suddividono principalmente in artiglieria, fanteria e cavalleria.

Ogni unità ha delle caratteristiche d’attacco e di difesa, e delle abilità speciali da sfruttare sul campo di battaglia. Tutte devono essere sfruttate in modo logico e giustificato, se si vuole svolgere una battaglia appassionante e spettacolare. Una volta spiegate le forze sul campo di battaglia ci si rende conto di come questo possa essere particolarmente curato e sempre molto vario, in base a dove le nostre truppe-pedine si trovano sulla grande mappa nella modalità gestionale, il campo di battaglia su cui ci ritroveremo sarà pressoché identico alla fisionomia tridimensionale vista come fosse una scacchiera. In pratica se sulla mappa stiamo attraversando un ponte aldilà del quale c’è la pedina che contraddistingue l’esercito nemico e decidiamo di marciare contro di esso, la visuale sarà zoomata e la battaglia vera e propria avrà inizio catapultandoci proprio su quel ponte che stavamo attraversando! Questo ci permette di spostare le nostre truppe-pedine in posizioni di vantaggio, come le alture, rispetto all’ avversario attendendo che esso ci attacchi o magari sorprendendolo noi. Più pedine sul territorio costituiscono più armata di potenziale attacco, se magari la truppa che vi dicevo prima, nei pressi dell’altura, è particolarmente vicina al nemico, un’altra potrebbe marciare verso di esso da una diversa direzione, magari dai boschi, sorprendendo il nemico e colpendolo da due fronti contemporaneamente. Uno dei due fronti sarà comandato da noi, mentre l’altro dall’intelligenza artificiale, che guiderà in modo abbastanza standard l’avanzata della seconda truppa. Un’altra scelta è quella di decidere se sfruttare l’altra truppa a nostro rinforzo, spesso però risulta sconveniente dal momento in cui tale rinforzo arriva da troppo lontano perdendo cosi un mucchio di tempo.

Tornando al campo di battaglia le unità schierate, prima di gettarsi al macello, potranno essere raggruppate e preposizionale a nostro piacimento e per altro collegate a shotcurts numerici.
Una volta che lo scontro ha inizio è l’inferno, l’avversario avanza intrepido con circa 400 uomini attraverso dei passi montani ricchi di boscaglia, la bruma è bassa e tagliente, egli non sa che 200 cavaliere smontati dal destriero si celano fra gli alberi pronti a gettarsi contro le sue timide truppe come cani rabbiosi! Prima che ci accada però i nostri arcieri, ben nascosti anch’ essi, appiccano fuoco alle frecce ed all’improvviso dal cielo piovono lapilli e zolfo sulle teste dei malcapitati, i quali, presi dallo scompiglio, cominciano a provar paura verso l’avanzata che si erano prefissati!
Il loro generale è un ostinato ed ordina ai suoi uomini di procedere di corsa verso gli arcieri che li bersagliano, ma proprio quando si trovano a poco più di dieci metri da essi, i nostri pazienti spadaccini partono alla carica creando una morsa attorno alla colonna nemica abbattendo così il loro morale. I nostri arcieri, sicuri della protezione della fanteria, ricominciano a tendere le loro corde contro il nemico, ma la loro cavalleria, avvertito il problema, cerca di aggirarli per poi disperderli fra la boscaglia. I cavalieri sono unità potenti che caricando portano con sè tutto quello che trovano, una carica di cavalleria potrebbe disperdere e decimare tutti i nostri arcieri in men che non si dica e purtroppo per loro ciò non accade, perché noi hai lati degli arcieri teniamo, nascosti fra le fronde, unità armate di picche e lunghe lance pronte a spiegare le loro armi riducendo la cavalleria nemica a spiedini.

Il generale nemico scappa, questo è il momento di attaccare massacrando e catturando quanti più nemici possibili! Le unità nemiche sono in rotta, cadono e scappano piene di paura, gli arcieri e le balestre avversarie tentano di battere in ritirata pur coprendosi le spalle e non fanno caso al fatto che la nostra di cavalleria li trapassa ad una velocità tale che il loro folto gruppo si spezza in due parti creando ancor più scompiglio nel cuore avversario. Il generale scappa e cosi un’altra unità di cavalleria, che nel frattempo aveva aggirato le file nemiche parte alla carica verso di esso intrattenendolo in uno scontro all’ultimo sangue, onde rallentare la sua fuga e permettere alla fanteria di raggiungerlo per infliggergli il colpo di grazia o ridurlo in schiavitù.
Al termine della battaglia, se essa è stata condotta contro un esercito, possiamo decidere se rilasciare i prigionieri, se mandarli alla gogna o se chiedere un riscatto, riscatto che a sua volta il nemico può decidere di pagare o no, in caso negativo, i suoi uomini verranno giustiziati.